In riferimento all’articolo postato precedentemente, continuo con altre categorie di attori che ho incrociato in scena durante la mia carriera.

Il Pavone

Gli parli ma non ti ascolta, si aggiusta solo capelli,vestito, guarda nel vuoto verso il pubblico, sembra cercare qualcuno, fa facce da selfie in bagno, nei suoi occhi leggi solo “come sono figo” le battute che dice, sono di solito “buttate” (in ogni senso) soffia come se stesse a Centovetrine e in terza fila una vecchia continua a dire all’amica: ” Che ha detto?”. L’Apparire prima dell’essere, di solito sono attori “multitasking”, passano dalla presentazione di una serata in discoteca a Pirandello senza colpo ferire e senza cambiare minimamente atteggiamento. Con la bellezza si ottiene tutto…..tranne il talento.

Quello che sta a casa sua

Categoria che sinceramente adoro, perché mi rilassa. Come lo vedi in camerino così entra in scena, sembra non fare nessuno sforzo, non se ne frega di far arrivare la voce, non si imposta mai ma arriva tutto. Con lui stai tranquillo qualsiasi cosa accada, non si scompone mai, mentre dice le battute potrebbe anche togliersi la scarpa, il calzino, grattarsi sotto al piede e continuare nel personaggio, non ti agiti nemmeno se lo vedi uscire di scena anche se da testo non dovrebbe, mentre parla beve in quinta da una bottiglia di plastica, rientra tranquillo e finisce. Starei a guardarlo per ore. Una manna dal cielo per un “guitto ammaestrato” che non ama la routine e aspetta il momento per “il diversivo, la zampata” ma questa è la prossima categoria.

Il guitto ammaestrato

Qua ci devo andare piano perché mi sputtano, è la mia categoria. il guitto ammaestrato è prevalentemente un attore istintivo che si fa ingabbiare mal volentieri, in prova spara una quantità di proposte e di battute da inserire per se e per gli altri imbarazzante, il 10% va a buon fine se il Regista approva il suo modo di lavorare, altrimenti riceve solo bocciature, in questo caso il “guitto ammaestrato” accetta le decisioni ma nella sua testa c’è solo un pensiero “Questo spettacolo sarà una cacata” .Entra in scena come se già avesse fatto 100 repliche anche se ha fatto solo 3 prove, nasconde la sua ansia con la sicurezza. Negli anni ha imparato a entrare negli schemi e accontentarsi di quello che è riuscito a mettere “di suo” nel personaggio,ma fosse per lui, non si fermerebbe. Nella commedia è alla continua ricerca di qualcosa, una nuova fulminante battuta, un imprevisto per azzannare pubblico e colleghi, per lui non c’è differenza, il pubblico sono tutti quelli che lo ascoltano, compresi i colleghi.
“Il guitto ammaestrato” di solito è visto malissimo dall’attore di compagnia “sindacale” quello che sembra un impiegato, lo detesta perchè lo desta dal suo torpore. Può essere simpaticissimo o irritante il guitto, la differenza la fa l’efficacia e il talento, se mancano è un disastro!!!!

Il sindacale

Dalla prima lettura all’ultima replica la dice sempre allo stesso modo, stesso tono, stessa espressione, stessi movimenti, mai un guizzo, non combatte mai, nè in scena nè con la produzione, arriva a 60 anni con la sua paga sindacale e i suoi personaggi sempre uguali. Lo trovi in scena, ti guarda come per dire “Dimmi le cose che devi dire, non cambiare una virgola che mi fai faticare” E’ una sicurezza per lo spettacolo, una noia infinita per i colleghi.
Solitamente è un attore che ha fatto compagnie di giro, conosce tutti i ristoranti d’Italia e le peggiori stamberghe per dormire, vanta di aver lavorato con tanti nomi ma non ha mai combattuto per emergere. Esce da Teatro, schiva tutti, guarda da lontano i colleghi che si prendono i complimenti e torna alla sua vita, domani tornerà a timbrare il cartellino.

Continua…….

 

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